I passi si succedevano uno dopo l’altro sulla sabbia da tempo immemorabile ormai. L’uomo, anziano, abbronzato dalle giornate passate al sole del Pacifico, camminava con l’energia residua che era più ferma forza di volontà che altro.
Aveva preso il sentiero che conduceva alla spiaggia di buon mattino, con tutto ciò che gli serviva per il proprio lavoro. Un sacco di iuta, un secchio, un coltello.
Il “vecchio del cocco” lo chiamavano, perché era quello che faceva, vendeva cocco ai turisti.
Prendeva tutti i giorni la sua piccola canoa, si dirigeva ai motu che circondavano la laguna, raccoglieva le noci di cocco e tornava indietro. Con semplici gesti liberava la noce interna dal rivestimento di fibre e con pochi colpi del lungo e consunto coltello che aveva, arrivava alla candida polpa per il piacere di bambini e adulti.
Passava così le sue giornate il vecchio del cocco che abitava fuori dal piccolo villaggio, immerso nella vegetazione che tappezzava l’isola inerpicandosi indisturbata fino alla cima del picco che dominava tutto.
Probabilmente era l’unico che avesse libero accesso ai vari villaggi, resort e club disseminati sulla costa dell’isola. Conosciuto da tutti era un perfetto invisibile.
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